Fiat 500 : storia di un miracolo Italiano

Fiat 500 : storia di un miracolo Italiano

Luglio 1957

La Fiat 500 debbutta con due soli sedili e una panchetta posteriore lunga 2,97 metri, larga 1,32 metri e 1.325 metri di altezza. Aveva un passo di 1,84 metri. A vuoto pesava 470 kg ed a pieno carico raggiungeva i 680 kg. La vettura può ospitare soltanto 2 persone ma porta 70 chilogrammi di bagaglio (valore importante per l’epoca).
Il design della 500, realizzato da Dante Giacosa, permette al progettista di vincere nel 1959, il prestigioso premio di design industriale “Compasso d’Oro”. Il prezzo al lancio 465 mila lire, il motore progetto”110″. Si trattava di un nuovo motore a benzina con 2 cilindri in linea, raffreddato ad aria (era il primo motore raffreddato ad aria della Fiat) con una capacità di 479 cc, in grado di erogare 13 CV. Il cambio era a 4 marce con innesto rapido in 2 °, 3 ° e 4 °. Il sistema frenante era idraulico sulle quattro ruote. La trasmissione era del tipo a semiassi oscillanti sulle ruote posteriori. La velocità massima era di 85 km/h, con un consumo medio di carburante è di 4,5 litri / 100 km.

Il lancio della nuova 500 fu un vero insuccesso. 

Il prezzo era troppo alto se confrontato a quello della Fiat 600. Quest’ultima costava 640mila lire ma vantava un motore 4 cilindri e la possibilità di trasportare abbastanza comodamente 4 persone. In quegli anni di boom economico era consuetudine fare ricorso a cambiali e la differenza di prezzo tra le due macchine non appariva insormontabile.

Anche l’aspetto non aiutava. L’assenza delle cromature, allora di gran voga, le ruote con i bulloni a vista prive di coppe, i fari incassati senza cornice non la rendevano appetibile. All’interno della nuova 500 il commutatore delle frecce anzichè nel piantone dello sterzo era posto al centro della plancia. Il getto d’acqua per il lava vetro era inesistente, il portacenere era assente ( allora si fumava regolarmente in auto) e i vetri delle portiere erano fissi. Le uniche aperture erano rappresentate dai piccoli deflettori laterali, infine vi erano notevoli imperfezioni nelle finiture e nelle verniciature

La Fiat 500 debuttò nell'estate del 1957, anno in cui l'Urss lanciò la navicella Sputnik con a bordo la cagnetta Laika primo essere vivente a orbitare attorno alla Terra e a Roma vengono firmati i trattati costitutivi della Comunità Economica Europea

 Nel Novembre 1957 la Fiat tentò di correre ai ripari con“Nuova 500” 

La Nuova 500, come venne battezzata per distinguerla dalla precedente, in un sol colpo contribuì alla motorizzazione di massa in Italia e di fatto, aprì il filone delle citycar. Declinandosi in vari modi rimase in produzione dal 1957 al 1975 e conquistò le simpatie di quasi 3,9 milioni di automobilisti in tutta Europa, spesso accompagnandoli nei primi passi della guida e insegnando a tutti a prendere confidenza con la doppietta per scalare poiché il suo cambio non prevedeva sincronizzatori. Quando dallo stabilimento Mirafiori esce il primo “cinquino” alla tv italiana iniziano le prime puntate di Carosello, quando va in pensione arriva il formato di registrazione video Vhs. Contestualmente, fu testimone di anni cruciali sia per la trasformazione dell'Italia in moderno paese industriale sia di personaggi, eventi, movimenti e scoperte che hanno segnato quel periodo.

Nel 1958, anno in cui diventa Papa Giovanni XXIII e Krusciov è capo del Governo e del Pcus dell'Urss, arriva la 500 Sport. Costa 560 mila Lire e ha un motore con cilindrata accresciuta a 499,5 cc con 21,5 cv. Si distingue perché ha inizialmente il tetto rigido, l'esterno percorso da una fascia rossa sulle fiancate e in alcuni casi anche la carrozzeria bicolore.

 Due anni più tardi, quindi nel 1960 quando si svolgono le Olimpiadi di Roma e John F. Kennedy viene eletto Presidente degli Stati Uniti d'America, la famiglia della piccola Fiat si allarga. Debuttano la 500D e la Giardiniera, che costano rispettivamente 450 e 565 mila Lire. La prima eredita il motore della Sport ma con 17,5 cv e si distingue per un leggero aggiornamento estetico. La seconda, è una mini-station wagon con portellone incernierato sul lato sinistro, un lungo tetto apribile in tela vetri scorrevoli per la zona posteriore dell'abitacolo dove i passeggeri beneficiano di più spazio rispetto alla berlina grazie alla crescita del passo di 10 cm, il divano posteriore ripiegabile per aumentare la capacità della zona bagagliaio sotto la quale è sistemato il motore. Quest'ultimo è di cilindrata e potenza analoghe a quello della 500D, ma è “a sogliola” per generare un piano di carico piano.

 Nel 1965, quando in Cina scoppia la rivoluzione culturale e in Inghilterra Mary Quant lancia la minigonna, debutta la 500F venduta a 475 mila lire. Porta al debutto le porte incernierate anteriormente più sicure e meglio integrate nei lineamenti della vettura grazie all'assenza di antiestetiche cerniere a vista, un abitacolo meno spartano di quello delle precedenti e un motore che sviluppa 18 cv. Questa versione ispira una differenziazione dell'offerta della 500. Infatti, nel 1968 quando affiora il maggio francese e vengono assassinati Martin Luther King e Robert Kennedy, ha una famiglia composta dalla versione base e la L, ovvero Lusso. Quest'ultima, che monta lo stesso motore della 500F, è venduta a 525 mila Lire. Esternamente si distingue per i rostri cromati sui paraurti, la fanaleria di dimensioni più grandi, cromature disseminate sulla carrozzeria, pneumatici radiali, loghi Fiat e sigle d'identificazione d'inedita grafica. Internamente, invece, propone sedili più imbottiti e rivestiti con materiali migliori rispetto a quelli delle altre versioni e particolari della plancia di disegno più accattivanti.

 ll resto della storia della 500 la scrivono sia le interpretazioni sportive sia quelle da corsa firmate da preparatori come Abarth e Giannini e, ovviamente, l'attuale generazione che in tutte le sue declinazioni continua a conquistare molte simpatie anche fuori dall'Europa compreso il Nord America, dove viene prodotta nello stabilimento messicano di Fiat Chrysler Automobiles. La continua metamorfosi della 500, generata dall'avvento della Cabrio, dalle versioni firmate Abarth e dalle robuste interpretazioni L ed X, ha dato vita al Cinquecentismo, un movimento animato da varie community di appassionati sensibili alla personalità emozionale della piccola Fiat, di ieri e di oggi e di domani.